IL CORSO S.E.R.E

Intervista all’operatore senza nome

Questo articolo é frutto di un’intervista condotta grazie alla collaborazione di un militare appartenente a un corpo d’élite dell’esercito Italiano, conosciuto dal pubblico attraverso il suo pseudonimo : “Tactical Italy”. L’identità del militare resterà coperta da tale nome ai fini di proteggerne la segretezza e tutelarne la sicurezza nello svolgimento delle proprie attività.

 

Il tema di specifico interesse dell’intervista del 29 gennaio 2020 ha riguardato una importante iniziativa di carattere formativo e addestrativo che Tactical Italy avrebbe dovuto svolgere nel maggio di quest’anno presso la sede ESA (European Security Academy) in Polonia (ora rimandato a data futura). Per la prima volta in Europa infatti, verrà proposto agli allievi di ESA un corso SERE molto particolare con elementi inediti. Il corso infatti, tenuto da un militare fortemente addestrato, sarà aperto anche,e soprattutto, al personale civile.

 

Iniziamo spiegando che cosa si intende per corso S.E.R.E. e perché questa sigla ricopra una così grande importanza nel mondo tattico-militare a livello globale.

 

Il S.E.R.E (Survival- Evasion- Resistence- Escape) é uno dei corsi che accomunano la maggior parte dei corpi speciali del mondo. Forse addirittura quello che meglio ne rappresenta la specificità e le attitudini.

Nato negli Stati Uniti dopo la guerra del Vietnam, questo particolare percorso addestrativo é progettato per testare e rinforzare la resistenza mentale e fisica dei partecipanti. Mettere alla prova i candidati é la professione dell’istruttore e nel tempo i metodi per giungere a tale obiettivo sono diventati sempre più sofisticati ed efficaci. Le metodologie comprese nei corsi sono diverse e comprendono la strutturazione di situazioni stressanti dal punto di vista psicofisico per il singolo partecipante, fasi di isolamento, deprivazione dell’acqua, del sonno e del cibo, nelle ultime fasi del programma, il sequestro e l’interrogatorio.

 

 

LE FASI DEL SERE 

 

Survival: Il candidato viene istruito sulle tecniche di sopravvivenza di base, sui fattori psicologici che riguardano il contesto di stress in cui si troverà e sull’equipaggiamento corretto da utilizzare in ogni situazione. Oltre ai materiali gli verrà indicato l’appropriato uso di essi finalizzato soprattutto alla ricerca e all’uso di acqua e cibo.

 

Evasion: La fase di evasione é caratterizzata dalle tecniche di orientamento: carte geografiche, bussole, utilizzo dell’ambiente e corretto spostamento all’interno di esso per raggiungere punti strategici. Viene nuovamente attribuita importanza alla condizione psicologica e alla preparazione fisica del soggetto ai fini della sopravvivenza.

 

Resistence: Sicuramente la fase più temuta del SERE. La resistenza psicologica del candidato viene testata tramite un numero indefinito di interrogatori in ordine crescente di intensità. Nei SERE destinati alle forze speciali questa fase é caratterizzata dall’uso autorizzato di tecniche di tortura, mentre nella versione ESA questa non sarà consentita. Le pressioni fisiche dipenderanno quindi esclusivamente dall’uso di stress positions.

 

Escape: Verrà simulata una situazione di fuga in cui il candidato dovrà dimostrare di sapersi orientare e raggiungere un punto specifico designato. L’itinerario preciso da seguire per raggiungere una safe zone sarà chiaramente indicato a tutti i partecipanti. Tale fase é quella maggiormente caratterizzata da stress psicofisico, é la vera prova del SERE.

 

  • Perché hai deciso di proporre un corso come questo a dei civili?

 

La decisione non é stata direttamente mia. Inizialmente sono stati i rappresentati dell’ ESA a contattarmi ed io ho acconsentito. Ci tengo a precisare che sarò l’istruttore di questo corso in forma gratuita. Non verrò quindi pagato per mia scelta e per non entrare in conflitto con ciò che già faccio per il mio paese come militare. Organizzo questo corso perché ci credo e perché penso che non solo i militari possano beneficiare del S.E.R.E. Chi parteciperà sarà sicuramente spinto da una forte voglia di mettersi alla prova, alcuni mi conoscono e, molti altri no ma in qualsiasi caso spero che nessuno prenda il corso alla leggera. Anche se il nostro corso durerà soltanto 5 giorni (a fronte dei 14 di normale durata) posso assolutamente garantire che non saranno giorni facili per nessuno. Sono stato addestrato e ho a mia volta addestrato molte persone a superare i propri limiti in contesti di fortissimo stress. Nel mondo militare e in particolare nella mia lunga formazione specifica ho potuto imparare una importante lezione: resistere é solo una questione di volontà e motivazione. Bisogna avere qualcosa in cui credere fermamente e a quel punto si può rompere ogni limite personale e di gruppo, senza motivazione si dura poco.

 

 

 

  • Cosa ti aspetti dai partecipanti?

 

I partecipanti al corso potrebbero provenire da contesti molto diversi…diciamo che preferisco non avere aspettative. Credo più nel vedere le persone e capire come sono fatte una volta che saranno con me al corso. Sono fortemente interessato alla psicologia e cerco di capire il più possibile su una persona nel minor tempo possibile. Diciamo che é uno dei miei talenti. Di solito le persone che saranno in grado di sopravvivere e che hanno il mordente per farcela, le riconosci subito. Tendo ad essere una persona molto diretta e non credo molto alle parole, preferisco credere nei fatti. Probabilmente ci saranno alcuni allievi che sosterranno di essere più portati o più volenterosi di altri per diverse ragioni legate al loro vissuto o alle loro passioni, ci sono sempre elementi di questo tipo e io “accetto la sfida”.

 

 

 

  • A cosa serve un corso come questo? Ti cambia come persona?

Il corso non é studiato per cambiare il partecipante, piuttosto serve a fare emergere delle parti che spesso sono sopite nella maggior parte di noi.

 

Credo che in parte tutto quello che facciamo ci definisca in qualche maniera. Questo corso sicuramente non fa eccezione anche se é un percorso decisamente differente dagli altri per alcuni  importanti motivi. Prima di tutto, il SERE non è un normale addestramento volto a trasmettere conoscenze tecniche come molti altri corsi militari fanno. Agisce invece su fattori importantissimi per qualsiasi militare, ad ogni modo questi fattori sono personali. Riguardano la sfera emotiva,  psicologica e fisica del singolo individuo. Si può essere bravi tecnicamente ma non avere le giuste qualità psicofisiche per sopravvivere e per resistere. Il SERE serve proprio a questo, insegna a vincere lo stress e soprattutto a valutare i propri limiti. É decisamente un corso duro, non per tutti.

 

La vita moderna a cui siamo abituati porta molti di noi a perdere quella parte delle nostre capacità di sopravvivere, combattere e resistere che sono alla base del mantenimento della nostra sicurezza in alcune spiacevoli situazioni che possono accaderci in missione. Non solo i militari però hanno “ missioni”, ci sono professionisti civili che si trovano per lavoro in zone ad altissimo rischio. Molti professionisti purtroppo sono ignari dei rischi che corrono mentre le aziende e gli imprenditori più lungimiranti valutano di doversi preparare e proteggere. Ritengo che il SERE sia soprattutto una lezione di vita e che potrebbe giovare a molti nel mondo di oggi, lo ritengo una scelta saggia per chi si dovesse trovare a lavorare in situazioni ad alto rischio o chi voglia duramente e seriamente mettersi alla prova con se stesso.

 

 

  • Hai preoccupazioni etiche riguardo il corso?

 

Assolutamente no.

 

Come ho già detto, questo corso é un adattamento delle normali metodologie SERE per un pubblico non militare. Nei cinque giorni in Polonia sarò cosciente di non avere davanti a me allievi appartenenti ai corpi speciali ma personale civile che si é avvicinato al corso per le più diverse esigenze e con le aspettative più disparate. Il SERE prevede ovviamente la deprivazione di molte cose a cui la maggior parte dei civili rinuncia difficilmente ma mi aspetto che chi ha deciso di intraprendere questo percorso abbia quantomeno una motivazione personale a spingerlo… quella di voler superare i propri limiti e apprendere metodologie salvavita in caso di necessità o rapimento. Sarà importante in qualsiasi fase del percorso addestrativo, lo svolgimento delle attività nella massima sicurezza per tutti. Nessuno qui si improvvisa, essere un istruttore é un’arte oltre che un’enorme responsabilità. Garantisco che in nessuna fase del corso verranno deliberatamente utilizzate metodologie volte a umiliare o danneggiare i partecipanti. Specialmente nella fase di interrogatorio eviteremo ogni forma di maltrattamenti fisici e tortura.

 

Lascerò scegliere ai partecipanti, dopo avere spiegato molto bene le regole del corso, come affrontare le prove. Se un partecipante per esempio non reggesse la ristrettezza di cibo e acqua a cui verrà sottoposto quest’ultimo potrà chiederci di avere altre risorse ma verrà di conseguenza penalizzato sul punteggio finale di valutazione. Maggiori saranno le richieste da parte dei partecipanti maggiori a loro volta saranno le possibilità di non superare il corso. Il mio corso infatti non é pensato per essere una mera prova da passare per prendere un attestato. Non funziona in questo modo e specialmente per alcuni corpi, il SERE rappresenta ancora un importante momento di passaggio, quasi un rito. Questo aspetto lo voglio insegnare anche a quanti si appoggeranno a me all’ESA. Passerá il corso chi dimostrerà di averne la forza e chi supererà i suoi limiti per resistere…nessun altro.

 

 

LA NOTA DELL’ ANTROPOLOGO:

 

L’articolo ci permette di ragionare su diverse tematiche tipiche del settore “security” e non solo, ci apre la strada a importanti interrogativi relativi all’essere umano in quanto tale. Chiedersi se la vita civile sia in grado di preparare i cittadini a difendersi in momenti complessi e pericolosi non é infatti un interrogativo scontato.

 

Ogni società umana della storia ha cercato di rendere la propria popolazione forte in caso di attacchi, carestie o epidemie. Le società più avanzate dell’era contemporanea stanno gradualmente perdendo questo aspetto dell’evoluzione sociale. La grande sensazione di sicurezza che accomuna le grandi potenze occidentali permette infatti di crescere cittadini lontani dal mondo della violenza e del pericolo. Tale aspetto é indubbiamente positivo da un punto di vista sociale ma allo stesso tempo evidenzia elementi di forte vulnerabilità della nostra struttura sociale. Cittadini impreparati possono subire gravi danni e correre enormi rischi nel caso vengano a trovarsi in situazioni di pericolo imprevisto e doversi dunque occupare autonomamente della propria sopravvivenza.